La lingua Nederlandese ha sempre avuto difficoltà ad entrare nel cuore (ma soprattutto nella testa) delle persone. Ne sono testimoni, fra i tanti esempi, i continui tentativi di pronunciare correttamente la “G” olandese senza riuscire a spaventare qualcuno nelle vicinanze. Ma c’è una cosa su cui gli olandesi e i fiamminghi hanno da vantarsi molto. Stiamo parlando della loro creatività, che esprimono soprattutto attraverso la lingua che usano quotidianamente. Ad esempio, riescono a creare nuove parole in pochissimo tempo e fortunatamente (o sfortunatamente?) alcune di queste sono molto utilizzate al momento. Stiamo parlando infatti delle parole che si sono formate grazie al Coronavirus.

La lingua Nederlandese ai tempi del COVID-19: il Coronawoordenboek

Sul sito taalbank.nl si possono trovare moltissimi aggiornamenti sulla lingua Nederlandese, tra cui gli ultimi recenti sviluppi linguistici. Lo studioso olandese Ton den Boon è riuscito, durante questo periodo di crisi mondiale, a pubblicare sul sito il Coronawoordenboek. Si tratta di un dizionario della lingua Nederlandese contenente oltre settecento nuove parole che si sono formate grazie al virus. Alcune di queste sono davvero geniali e divertenti!
Di seguito ve ne proponiamo qualcuna.

Datrelatie (de) – si tratta della versione più moderna e social di borrelen, ossia del momento in cui due o più persone fanno una pausa dal lavoro conversando sui social network (ad esempio Skype), in quanto non possono farlo di persona.

Huidlonger (de) – un forte bisogno di contatto fisico, sentito specialmente da soli durante la quarantena.

balconversatie (o anche balkonversatie) (de) – conversazione tra vicini di casa che si tiene direttamente dai propri balconi, in quanto costretti a stare in quarantena.

balkonsolidariteit (de)  – il bisogno di andare tutti ad un certo orario fuori al proprio balcone, cantando e suonando con i propri vicini, per “sconfiggere” il virus.

Coronacratie (de) – una società in cui il governo fa tutto il possibile per combattere l’epidemia del Coronavirus, attuando severe misure restrittive.

Covidioot (de) qualcuno che, per pura stupidità, infrange le regole progettate per fermare o rallentare la diffusione del Coronavirus.

Coronababy (de) – un bebè nato tra Dicembre 2019 e l’inizio del 2020, in un periodo dove tantissime persone in tutto il mondo sono state costrette a mettersi in isolamento.

Coronakapsel (het) – il taglio di capelli disordinato di qualcuno che non è potuto andare dal parrucchiere per un po’ a causa delle misure del Coronavirus e quindi ha tentato di farselo da solo (o con l’aiuto di un vicino di casa, ad esempio).

Coronafeestje (het) – una piccola festa privata che si tiene a casa di qualcuno ai tempi del Coronavirus.

Ma…

La lingua Nederlandese (come d’altronde tutte le lingue germaniche) è nota per la facilità nel formare nuove parole composte. In questo caso, molto probabilmente, si tratta di vocaboli che scompariranno velocemente, non appena il Coronavirus sarà ormai acqua passata. Noi ci auguriamo che l’utilizzo di queste parole sia comunque un motivo in più per spingervi a studiare la lingua Nederlandese, da sempre ricca di insidie per tutti gli apprendenti italiani.

E voi, avete sentito o utilizzato altre parole a tema Coronavirus? Fatecelo sapere lasciando un commento!

Fonti:
dutchreview.com
https://www.taalbank.nl/

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