“Conoscere i luoghi vicini o lontani non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra è pratica vera, è geografia!”

(Johann Wolfgang Goethe)


Venerdì scorso siamo stati ad Amsterdam per intervistare Andrea Possa, proprietario del Bierfabriek, un risto-pub che produce autonomamente i suoi tre tipi di birra, ed ha un grande successo tra gli Olandesi.

Ci siamo accomodati al bancone e dopo qualche minuto è arrivato Andrea, pronto a rispondere alle nostre domande.

Nel 2001 apre un cocktail bar ad Amsterdam, locale che vende dopo qualche anno per passare al mondo del “luppolo” nel 2011 e per diventare l’unico italiano che produce e vende birra agli olandesi.

Alla domanda: come mai Bierfabriek? Il simpatico Andrea ci risponde sorridendo: “se un Olandese ha aperto il Bar Italia, perchè un Italiano non può  aprire il Bierfabriek?”

Naturalmente l’idea di aprire il Bierfabriek è ben più complessa: gli viene dopo aver visto la formula utilizzata da alcuni micro-birrifici chiamati BEFeD, nella zona di Trieste, la sua città; questa formula consiste in birra, noccioline gratuite le cui bucce possono essere buttate a terra (gesto molto liberatorio) e galletto arosto, il piatto chiave del menù.

Andrea copia il modello, modificandolo per il mercato olandese: presenta un menù con ingredienti biologici e di alta qualità, che vanno a rinforzare il galletto, una delizia che viene fatta marinare un giorno intero con olio, erbe aromatiche e birra di loro produzione e che viene poi cotto alla brace.

Il concept non è alla “tedesca” come nei BEFeD italiani, ma è molto industriale, in quanto il locale si trova in uno stabile molto grande, con dei pannelli di vetro sul tetto per fare entrare più luce nei locali e l’ampio utilizzo di legno e acciaio; una novità sono i taptable, tavoli dove è possibile spillarsi la birra da soli ed improvvisarsi baristi con i propri amici.

Non è tutto made in Holland, infatti hanno un’importatore che li rifornisce di malti tedeschi e di luppoli americani, esclusivamente biologici.

Vengono prodotti tre tipi di birra: la chiara, che si può bere a qualsiasi ora della giornata, la rossa, fruttata e consigliata per un aperitivo pre-cena e la nera, corposa, con un retrogusto di cioccolato che si abbina molto bene al galletto.

Andrea ha suggerito al suo mastro birraio olandese i gusti che dovevano avere la birre, ad esempio la chiara non è una classica pils ma una non filtrata e non pastorizzata, che rimane più rustica al palato.

I tempi di produzione per la rossa e la nera, che sono più lunghi rispetto alla chiara, sono di un giorno, da quel momento deve fermentare dai 2 ai 4 giorni e poi viene portata nei lager tank dove riposa per minimo 3 settimane e massimo 5; quando è pronta viene messa nei service tank, dove può essere servita dai tre banconi presenti nel locale e dai 10 taptable.

Il 70% del lavoro di produzione della birra consiste nella pulizia degli strumenti, lavoro fatto dall’aiutante del mastro birraio per evitare di ottenere un cattivo prodotto.

Il Bierfabriek vende 2500 – 3000 litri di birra a settimana.

Oltre ad essere presenti ad Amsterdam ha aperto, da 3 anni, anche a Delft, tra due mesi apriranno ad Almere ed a marzo/aprile 2017 a Rotterdam.

Per Andrea il goal più grande sarebbe quello di costruire una birreria industriale, dove poter fabbricare le loro birre per poterle vendere nella grande distrubuzione.

I consigli che dà alle persone che intendono aprire un’attività in un Paese diverso dal proprio sono:  essere umili, mettersi in testa che ci sono tanti passaggi e che ogni passaggio ti lascia una cicatrice, che sarà difficile ma che bisognerà crederci con tutti noi stessi e, infine il consiglio più prezioso, ovvero portare ciò che c’è di buono nel nostro Paese (tante cose) e unirlo a ciò che c’è di buono nel Paese prescelto.

Vi lascio il suo sito web e la sua pagina Facebook.

Tanti altri dettagli li trovate nella nostra intervista in podcast.

 

Commenti

commenti