Utrecht dice “stop” ai nomi maschili per denominare le strade e via a quelli femminili.

Il  giornale olandese De Corrispondent ha recentemente realizzato un articolo sui nomi delle strade di Amsterdam, Utrecht e Groningen. Dall’articolo è emerso come un gran numero di queste, precisamente l’88%, siano denominate con un nome di sesso maschile e solo il 12%, dunque, prende il nome da una donna.

L’iniziativa “meervrouopstraat”

A lanciare l’iniziativa è l’associazione femminista “De bovengrondse” che, da diversi anni, organizza compagne e incontri mirati alla sensibilizzazione. Sul loro sito ufficiale, in merito all’iniziativa #meervrouopstraat (in italiano “più nomi di donne per le strade”), scrivono: “I nomi delle strade sono così comuni che non ti fermi mai a pensarci, non importa quanto spesso li leggi, li vedi o li senti chiamare sull’autobus. Tuttavia, forniscono una conferma continua di chi considera importanti i Paesi Bassi. Ecco perché riteniamo debbano essere aggiunte il nome di diverse donne, dodici per l’esattezza, che pensiamo meritino un posto per le strade. Crediamo che il cambiamento inizi con la consapevolezza. Vogliamo che le persone diventino consapevoli attraverso questa azione e attirino l’attenzione sulla disuguaglianza quotidiana”.

Le dodici donne

Le donne scelte per denominare le strade delle più grandi città olandesi sono pittrici, cantanti, attiviste, giornaliste e calciatrici, quali: Beyoncé, Suze Groeneweg, Judith Leyster, Mien van Bree, Consiglia Adjeng Kartini, Wina Born, Serafina e Jansie, Mies Bouwman, Mary Wollstonecraft, Marie Anne Tellegen, Ada Lovelace e Ruth Naomi (Tania) Leon.

La città di Utrecht

La città di Utrecht sembra ben disposta a cogliere l’iniziativa. A confermare il tutto è anche Heleen de Boer,  presidente del partito groenlinks (Sinistra Verde) ora nel consiglio comunale. “Utrecht è una città diversa e sarebbe bello vedere questa diversità riflessa nelle denominazioni delle strade”. Secondo De Boer, che ha presentato la proposta al consiglio questo pomeriggio, “a Utrecht gli uomini hanno quasi il diritto esclusivo per la denominazioni stradali”.

 

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