De Slag om de Schelde, noto in italiano come La Battaglia Dimenticata, è il nuovo film olandese coprodotto da Netflix uscito in Italia lo scorso 15 ottobre.

Film di guerra ad altissimo badget, 14 milioni di euro, racconta le vicende che hanno portato alla famosa battaglia della Schelda durante la Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di tre personaggi, che per varie vicissitudini si trovano coinvolti in modo diverso in quello che sarà uno scontro fondamentale nell’ambito dell’offensiva finale contro la Germania.

La storia nello specifico narra le traversie di Teuntje, una ragazza zelandese entrata nella resistenza, William, un pilota cadetto dell’aviazione britannica e Marinus, un ragazzo olandese che per scelta aderisce al partito nazista e si trova a combattere contro i propri connazionali.

Il punto di vista plurimo è una caratteristica molto frequente nelle pellicole del genere, ma in questo caso la scelta da parte del regista di utilizzare tre personaggi quasi anonimi per far andare avanti la narrazione si lega molto alla sua volontà di mettere in luce un conflitto secondario, nell’intento di ridare dignità ad episodi considerati secondari ma che non lo sono dal punto di vista delle vite perse e dell’andamento della guerra in generale.

La gestione delle scene degli scontri strizza l’occhio alle dinamiche spielberghiane, con lunghe e crude sequenze di battaglie campali in cui i corpi si confondono tra sangue, esplosioni e polvere. La differenza sostanziale con le grandi produzioni americane però, è senza dubbio il tono: richiamando quello che è uno stile propriamente europeo, la crudezza e le brutture della guerra sono filtrate da una vena di sobrietà che si esprime sia nella fotografia molto desaturata e senza scenari grandiosi sia nella trama stessa del film, i cui personaggi si muovono come semplici comparse in quello che è un disegno molto più grande di loro, di cui fanno parte solo tangenzialmente, senza eroismi o gesti patetici.

In definitiva, il film col budget più alto della storia del cinema olandese riesce nel suo intento di creare un’ambientazione e un’atmosfera credibile, tecnicamente ineccepibile e curatissimo nei dettagli. Lo spettatore è trascinato direttamente in Zelanda, luogo in cui è ambientato gran parte del lungometraggio, rendendolo partecipe della presa del fiume Schelda fondamentale per la conquista di Anversa, primo passo per la controffensiva decisiva degli alleati.

Come ogni altro film, non è però privo di difetti: tranne che per l’evoluzione del personaggio di Marinus, la sintesi delle storie degli altri protagonisti non è abbastanza solida da creare una struttura coerente e lo scontro tra il brutale realismo e gli sprazzi di sentimentalismo creano una stridente discrepanza nel tono e nell’impatto emotivo che ha sullo spettatore.

Diretto da Matthijs van Heijningen Jr. e interpretato tra gli altri da Susan Radder, Tom Felton, Gijs Blom e Jamie Flatters, rimane in ogni caso un film altamente consigliato, certamente una novità nel panorama europeo. Uscito nelle sale olandesi nel 2020, è ora disponibile anche doppiato in italiano su Netflix.

 

Margherita Romaniello

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