Buone notizie per chi hai intenzione di venire a studiare nei Paesi Bassi.

Contrariamente a quanto preannunciato meno di un mese fa, ne abbiamo parlato qui, le università e i college olandesi non limiteranno i corsi in inglese.

Il ministro dell’istruzione olandese, Ingrid Van Engelshoven, non vede alcun motivo valido per limitare i corsi in inglese e le iscrizioni degli studenti stranieri, nel sistema educativo olandese. Lunedì, in una lettera al parlamento, ha dichiarato che il sistema di istruzione superiore olandese, può continuare a offrire più corsi e lauree in inglese, a patto che porti a un miglioramento degli standard.

L’impressione che gli studenti olandesi non possano più studiare dove desiderano, a causa di un enorme afflusso di studenti internazionali, non è corretta“, scrive il ministro.

Van Engelshoven ha affermato di voler incoraggiare l’uso dell’inglese, perché avvantaggia la scienza olandese, l’economia basata sulla conoscenza e gli studenti stessi.
Sostengo una società olandese aperta, in cui osiamo guardare oltre i confini“, ha affermato. “Ma non sto chiudendo gli occhi sulle conseguenze dell’internazionalizzazione, ed è per questo che garantirò che ci sia posto per ogni studente olandese“.

Un gruppo di pressione, che promuove una migliore istruzione nei Paesi Bassi, sta effettivamente portando in tribunale le università di Maastricht e Twente perchè offrono troppi corsi di laurea in inglese, senza una buona ragione per farlo.

I punti principali del piano del ministro:

  • Posti limitati in alcuni corsi di lingua inglese
  • Migliori controlli sulle competenze linguistiche dei docenti
  • Tasse più elevate per studenti non comunitari
  • I corsi in lingua inglese devono essere collegati alla domanda del mercato del lavoro
  • Un migliore coordinamento per garantire che ogni corso di laurea sia disponibile in olandese
  • Maggiori sforzi per incoraggiare gli studenti olandesi a studiare all’estero
  • Provare a incoraggiare più studenti stranieri a rimanere nei Paesi Bassi dopo la laurea
  • Ulteriori ricerche sull’impatto finanziario generato dagli studenti stranieri sul sistema di istruzione
  • Piano d’azione nazionale sugli alloggi per studenti, con possibile campagna contro la politica “no internationals”.

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