Nasce dall’azienda polacca Breakthru films, il primo lungometraggio al mondo di animazione dipinta, “Loving Vincent” questo il nome dell’iniziativa, che arriva anche a vincere l’oscar.

L’idea viene da dalla disegnatrice polacca Dorota Kobiela e dal produttore Hugh Welchman, che già sei anni fa aveva vinto l’Academy Award con il cartone  Peter e il lupo. I due ideatori hanno voluto indagare la vita drammatica e la morte controversa di uno dei più amati artisti dei nostri tempi, utilizzando una tecnica innovativa e rivoluzionaria. La Breakthru Production ha compiuto un lavoro straordinario, riuscendo ad introdurre una sorprendente novità nella tradizione artistica e nel panorama cinematografico.

La trama si dispiega a partire dalle corrispondenze che il protagonista intratteneva con il fratello Theo e i suoi amici più cari, personaggi a cui nel film viene data voce attraverso delle interviste, così da delineare in maniera ancora più particolare e approfondita il profilo dell’artista olandese.

La ricostruzione dei drammatici eventi della biografia di Van Gogh avviene attraverso circa 56.800 immagini tutte realizzate cercando di riprodurre lo stile del famoso pittore post-impressionista.
Ad occuparsi del progetto è stato un gruppo di trenta artisti, incaricati di realizzare un dipinto ad olio per ogni inquadratura e, secondo quanto riporta il produttore Hugh Welchman, il lavoro è molto fruttuoso, visto che si riesce a produrre ogni scena in circa 40 minuti.
Welchman è entusiasta: “Nessuno aveva creato prima una tecnica per realizzare un’opera di animazione dipinta” e riferisce di essere davvero impaziente di utilizzare di nuovo questo metodo originale anche per altri lavori.

Nonostante la pesante mole di lavoro, inoltre, il produttore ci tiene a puntualizzare che ha tutelato i propri artisti, permettendogli di lavorar part-time.
Riferisce infatti che “a causa di limiti personali di concentrazione, alcuni dei nostri migliori artisti ritengono che 5 ore di intensa pittura siano abbastanza per un giorno”.

Terminato il progetto, si ha l’intenzione di organizzare una mostra e una tournèe, selezionando tra tutte le opere un quarto dei dipinti realizzati, mentre gli altri verranno venduti.

Per poter immergerci nei fervidi colori del post-impressionismo, girare vorticosamente assieme alle comete della celebre notte stellata, o perderci tra le vigorose pennellate sature di energia dei suggestivi paesaggi del celebre pittore, dovremo aspettare il caldo estivo di giugno, quando il lungometraggio verrà proiettato a Londra.

Questo approccio inedito alla vita di Van Gogh potrebbe essere molto più appropriato rispetto alle convenzionali biografie, come scrisse lui stesso in una delle ultime lettere scambiate con il fratello, infatti,  “La verità è che non possiamo comunicare se non con i nostri dipinti”.

 

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