Avete presente quei bellissimi articoli che inondano il web sulle cose da fare in una determinata città? Quelli che vi ispirano e vi fanno venir voglia di preparare subito le valigie e partire? Bene, dimenticateli. Il 2020 è l’anno dei divieti per la nostra amata capitale nederlandese. Quindi, eccovi la reverse travel guide di Italian Radio sulle cose da NON fare ad Amsterdam.

Nelle ultime settimane si sono susseguiti comunicati della municipalità di Amsterdam sui ban imposti ad attività ormai consolidate, come l’affitto di case vacanza su Airbnb o i tour nei quartieri a luci rosse. Scoprite con noi tutte le novità.

Cosa NON fare ad Amsterdam: stop ai tour guidati nel Red Light District

A partire dal 1° Aprile, saranno vietati i tour organizzati nel famoso quartiere a luci rosse. Il divieto è stato esteso anche all’area intorno a Spuistraat in centro città, e lungo la Ruysdaelkade ad Amsterdam Zuid.

“È irrispettoso trattare i sex workers come un’attrazione turistica, quindi i tour a De Wallen saranno vietati. I tour al di fuori del quartiere a luci rosse saranno comunque consentiti, ma solo se le guide e i partecipanti si atterranno alle nuove e più severe regole”.
Victor Everhardt, membro del Consiglio Comunale.

Ogni giorno circa 115 gruppi numerosi attraversano De Wallen, e la metà dei residenti e degli esercenti ne risulta infastidito. Di conseguenza, il comune ha deciso di vietare tour con più di 4 partecipanti. Anche al di fuori del Red Light District, il numero massimo di turisti in una visita guidata è stato ridotto da 20 a 15. Sono previste multe salate e ritiro dei permessi per i tour operator che non si atterranno alle nuove norme.

Cosa NON fare ad Amsterdam: definitiva la decisione di vietare i fuochi d’artificio

Se siete ad Amsterdam in una ricorrenza particolare, avete voglia di festeggiare e vi viene la malsana idea di farlo “sparando due botte” (come diremmo a Napoli), beh… non fatelo. La decisione è stata presa, i fuochi d’artificio sono vietati su tutta l’area cittadina, rendendo Amsterdam la seconda grande città dei Paesi Bassi (dopo Rotterdam) fireworks-free. L’argomento divide il popolo: da un lato c’è chi ritiene i fuochi una tradizione nazionale a cui non si può rinunciare, dall’altro chi li considera troppo pericolosi per uomini e animali.

Cosa NON fare ad Amsterdam: la sindaca vuole limitare la vendita d’alcol in centro

I party animals hanno davvero stancato la sindaca Femke Halsema. Di recente ha dichiarato che i visitatori che arrivano ad Amsterdam solo per divertirsi a più non posso sono motivo di costante lavoro per le forze dell’ordine: lasciano rifiuti ovunque, urinano in pubblico, disturbano la quiete cittadina e spesso sono protagonisti di aggressioni e piccoli crimini. Per questa ragione, la sindaca è decisa a limitare la vendita d’alcol nel centro città. Essendo convinta che diminuire la vendita di bevande alcoliche risolverà buona parte dei problemi di vivibilità di Amsterdam, Halsema ha chiesto al governo di studiare una nuova legislazione che le consenta di agire a tal proposito.

In più: Airbnb sul filo del rasoio

Di questo vi avevamo già parlato qui. A quanto pare, coloro che affittavano le proprie case ai turisti tramite Airbnb si trovano in una situazione confusa. A causa di cavilli burocratici e di una controversia tra il comune di Amsterdam e il Consiglio di Stato sono venuti a mancare i presupposti per rendere legali gli affitti delle case vacanza. I turisti si ritrovano quindi temporaneamente con un canale in meno per trovare una sistemazione in città.

In più (Parte II): aleggiano proposte di divieto di ingresso nei coffeeshops ai turisti

Amsterdam sta lottando per controllare gli effetti negativi di 17,4 milioni di visitatori all’anno, conducendo indagini sulla natura delle criticità. Una delle principali cause di disturbo in città sembrano essere i turisti stranieri tra i 18 e i 35 anni, che arrivano nella capitale attratti perlopiù dai coffeeshop. La sindaca Femke Halsema ha affermato che Amsterdam sta studiando nuovi modi per rendere la cannabis meno attraente per i turisti e, allo stesso tempo, per reprimere la catena di approvvigionamento illegale. In questo contesto, è stata suggerita la messa al bando dei non residenti dai coffeeshop, misura già attuata in altre parti del Paese. Sebastiaan Meijer, portavoce del sindaco, assicura però che il divieto non è ancora nei programmi del comune, ma si prenderanno in considerazione altre politiche prima di decidere.

Fonti:
Nltimes.nl
Dutchreview.com
Dutchnews.nl

Cover pic: Zoltan Tasi

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